Autorizzazione ANF, la nuova procedura di richiesta


A seguito delle recenti innovazioni apportate in materia di ANF, si propone la procedura aggiornata per la richiesta di autorizzazione nei casi in cui essa è richiesta dalla legge.


Come noto, l’erogazione dell’assegno per il nucleo familiare deve essere autorizzata obbligatoriamente dall’Inps in presenza di:
– figli ed equiparati di coniugi/parte di unione civile legalmente separati o divorziati/sciolti da unione civile, o in stato di abbandono;
– figli propri o del coniuge/parte di unione civile, riconosciuti da entrambi i genitori, nati prima del matrimonio;
– figli del coniuge/parte di unione civile nati da precedente matrimonio;
– fratelli sorelle e nipoti orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto a pensione di reversibilità;
– nipoti in linea retta a carico dell’ascendente (nonno/a);
– familiari minorenni con persistente difficoltà a svolgere funzioni o compiti propri della loro età;
– familiari maggiorenni con assoluta e permanente impossibilità a svolgere proficuo lavoro;
– minori in accasamento etero-familiare;
– familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di Stato convenzionato, che siano residenti all’estero;
– figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di “nuclei numerosi”, cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni;
– figli ed equiparati per i quali manca la sottoscrizione della richiesta da parte dell’altro coniuge;
– familiari inabili per i quali non sia stata già documentata l’invalidità pari 100%.
La domanda va compilata sul modello ANF42, tramite la procedura telematica “Autorizzazione ANF”, corredata della documentazione necessaria. Successivamente, in caso di accoglimento, a decorrere dal 1° aprile 2019, al cittadino richiedente non viene più inviato il provvedimento di autorizzazione, ma si procede alla successiva istruttoria della domanda di “ANF DIP”, da parte della Struttura territoriale compente. Dunque, il datore di lavoro non deve più prendere visione e acquisire agli atti i provvedimenti autorizzativi, in quanto il diritto alla prestazione familiare è verificato dall’Inps.