Carta della famiglia: la platea dei beneficiari e i benefici fruibili

Pubblicato in Gazzetta il decreto recante la definizione dei criteri per l’individuazione dei beneficiari della Carta della famiglia, le modalità di rilascio, la tipologia di benefici e agevolazioni previsti per i titolari

Destinatari della Carta sono i componenti dei nuclei familiari regolarmente residenti nel territorio italiano, con almeno tre componenti minorenni, con ISEE non superiore ad euro 30.000. Il nucleo del richiedente è costituito dai soggetti componenti la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU. La richiesta della Carta è presentata da uno dei genitori dei componenti minorenni appartenenti al nucleo familiare, che diventa titolare della stessa e responsabile del suo utilizzo. Il soggetto richiedente e i beneficiari della Carta devono essere residenti nel territorio italiano al momento della richiesta. Nel caso di minori in affidamento familiare, la richiesta può essere presentata dagli affidatari per il periodo di permanenza dei minori in famiglia. Ai soli fini del rilascio della Carta, i minorenni in affidamento familiare vengono sempre conteggiati nel computo dei minorenni presenti nel nucleo familiare.
La Carta viene emessa con validità biennale dal Comune dove il nucleo familiare ha la propria residenza anagrafica. In caso di componenti del nucleo con diversa residenza anagrafica, la residenza familiare è quella dichiarata a fini ISEE. La Carta sarà rilasciata nel formato di tesserino cartaceo e non può essere ceduta a terzi.
La Carta consente l’accesso a sconti sull’acquisto di beni o servizi, ovvero a riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all’iniziativa. I benefici attivabili consistono in:
a) sconti applicati sull’acquisto di determinati beni e servizi;
b) applicazione di condizioni particolari per la fruizione di servizi;
c) riduzioni tariffarie. Nel caso la riduzione tariffaria sia concessa da soggetti pubblici, essi dovranno, in ogni caso, preservare il loro equilibrio di bilancio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
I benefici possono essere attivati, nell’ambito di specifiche categorie merceologiche di beni e tipologie di servizi, dai seguenti soggetti:
a) dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, su base nazionale;
b) dalle Regioni e dalle Province autonome, su base regionale, mediante la stipula di convenzioni con soggetti pubblici e privati a rilevanza regionale;
c) dai Comuni, su base comunale, mediante la stipulazione di convenzioni con soggetti pubblici e privati a rilevanza locale, ovvero riduzioni di tariffe dei servizi pubblici locali erogati direttamente o indirettamente.