Impresa in regime forfetario: l’avviamento è imponibile

Con la Risposta a interpello n. 478 del 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di cessione d’azienda di un’impresa in regime forfetario, la parte di corrispettivo imputabile ad avviamento deve essere assoggettata ad imposta, applicando la tassazione separata se ricorrono le condizioni ovvero l’imposizione sostitutiva del regime forfetario.

Il regime “forfetario” rappresenta il regime fiscale naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché sussistano i requisiti e non si verifichino le cause ostative previste dalla normativa speciale di riferimento.
In merito alla determinazione del reddito imponibile per i soggetti in regime forfetario, è stato chiarito che in un’ottica di maggiore semplificazione devono ritenersi prive di rilevanza fiscale le plusvalenze e le minusvalenze realizzate in corso di regime, anche se riferite a beni acquistati negli anni che hanno preceduto l’adozione del regime agevolato.
Ciò in quanto, in base al regime forfetario i costi dell’attività d’impresa, ivi compresi quelli relativi agli specifici beni relativi all’impresa stessa, sono deducibili forfetariamente.
In altri termini, considerato che il costo per l’acquisto di beni d’impresa non è deducibile, il legislatore non ha disciplinato la fase di realizzo dei beni stessi, riconoscendo implicitamente la non rilevanza fiscale di eventuali plusvalenze o minusvalenze realizzate dalla loro cessione.
In caso di cessione d’azienda, tuttavia, l’eventuale plusvalenza realizzata risulta imputabile sia ai beni ceduti, sia all’avviamento.
Con riferimento al corrispettivo imputabile all’avviamento, non si è in presenza di un plusvalore relativo a un bene relativo all’impresa il cui costo non è stato oggetto di deduzione ai fini fiscali, ma di un valore rappresentativo della capacità reddituale prospettica, in quanto tale riconducibile nell’ambito dei ricavi e pertanto fiscalmente rilevante.
Di conseguenza il valore dell’avviamento deve essere assoggettato a tassazione.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile:
– assoggettare l’avviamento a tassazione separata, se sussistono i presupposti (avviamento realizzato mediante cessione a titolo oneroso di aziende possedute da più di cinque anni);
– far concorrere il valore dell’avviamento alla determinazione dell’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo imposta, cui applicare il coefficiente di redditività per determinare il reddito imponibile.