Imprese dell’editoria, i criteri di valutazione delle istanze Cigs per crisi e crisi aziendale

I criteri per il riconoscimento del trattamento di integrazione salariale straordinaria, , ai lavoratori dipendenti da imprese appartenenti al settore dell’editoria per le causali di riorganizzazione aziendale in presenza di crisi e di crisi aziendale.

Dal 1° gennaio 2018, sono previsti specifici trattamenti di integrazione salariale straordinaria nei confronti dei giornalisti professionisti, pubblicisti, praticanti dipendenti dalle imprese editrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale, nonché dei dipendenti delle imprese editrici o stampatrici di giornali quotidiani, di periodici e delle agenzie di stampa a diffusione nazionale, compresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, per le seguenti causali:
– riorganizzazione aziendale in presenza di crisi;
– crisi aziendale, compresi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa anche in costanza di fallimento;
– contratto di solidarietà difensiva.
Ai fini dell’approvazione delle istanze di concessione del trattamento straordinario per riorganizzazione aziendale in presenza di crisi, rilevano i seguenti criteri di valutazione dei programmi:
– predisposizione di interventi specifici, comportanti investimenti coerenti con lo stato di crisi in cui versa l’impresa, utili a fronteggiare le inefficienze della struttura gestionale, commerciale o produttiva e idonei a gestire le inefficienze e gli squilibri economici e finanziari;
– individuazione del rapporto tra le sospensioni e gli interventi programmati, con particolare riferimento alle modalità di attuazione e ai tempi di realizzazione;
– articolazione di un piano delle sospensioni e della gestione delle eventuali eccedenze;
– indicazione di un piano di recupero occupazionale dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario nella misura minima del 70%;
– indicazione esplicita delle modalità di copertura finanziaria degli investimenti programmati.
Ai fini dell’approvazione delle istanze di concessione del trattamento straordinario per crisi aziendale, invece, rilevano i seguenti criteri di valutazione dello stato di crisi:
– andamento a carattere negativo ovvero involutivo desunto dagli indicatori economico-finanziari di bilancio, quali fatturato, risultato operativo, risultato d’impresa e indebitamento, complessivamente considerati e riguardanti il biennio precedente, illustrati da un specifica relazione tecnica recante le motivazioni a supporto della crisi economico-finanziaria;
– decremento delle vendite, contrazione degli investimenti pubblicitari o diminuzione o trasformazione dell’attività produttiva;
– ridimensionamento dell’organico aziendale o, comunque, la sua stabilità nel biennio precedente e l’assenza di nuove assunzioni, con particolare riguardo a quelle assistite da agevolazioni, salvo che l’impresa abbia assunto unità di personale, ovvero intenda effettuare nuove assunzioni nel corso della fruizione della CIGS, per motivi compatibili con la disciplina normativa e le finalità del trattamento;
– presenza di un piano di risanamento, presentato a corredo dell’istanza di Cigs, che definisca gli interventi correttivi intrapresi e da intraprendere per fronteggiare gli squilibri che hanno determinato la dichiarazione di crisi aziendale;
– garanzia di continuazione dell’impresa e salvaguardia dei livelli occupazionali, quali finalità del piano di risanamento;
– sussistenza di un piano di gestione in presenza di esuberi strutturali.
In caso di cessazione totale o parziale dell’attività, anche in costanza di fallimento, l’impresa deve predisporre unicamente un piano di gestione del personale, non trovando applicazione gli altri criteri.