L’Agenzia delle entrate risponde ai quesiti sulla “mediazione tributaria”

Nell’ambito della Mediazione tributaria vengono sciolti alcuni dubbi relativi all’applicabilità della mediazione ai provvedimenti di irrogazione delle sanzioni, ai rapporti intercorrenti tra la mediazione tributaria e la definizione agevolata, alla mediazione tributaria e acquiescenza, all’autotutela parziale, alla determinazione del valore della controversia in caso di accertamento nei confronti dei soggetti aderenti al consolidato nazionale.

PROVVEDIMENTI DI IRROGAZIONE DELLE SANZIONI

Il contribuente, qualora intenda proporre ricorso contro un provvedimento, emesso dall’Agenzie delle Entrate, di sola irrogazione di sanzione tributaria di valore non superiore a € 20.000, è tenuto preliminarmente a presentare istanza di mediazione tributaria.
L’Ufficio, successivamente alla presentazione dell’istanza, verifica la fondatezza dei motivi in base ai quali si contesta l’atto impugnato, provvedendo all’annullamento totale o parziale dell’atto, se sussistono profili di illeggittimità della sanzione o, nel caso in cui la sanzione sia stata irrogata in misura superiore al minimo edittale, valuta se sussitono i presupposti per procedere alla rideterminazione del suo ammontare.
Nel caso di accordo, le sanzioni si applicano nella misura del 40%, fermo restando che in ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore al 40% dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che:
– i provvedimenti di erogazione delle sanzioni in materia di trasmissione telematica delle dichiarazioni da parte degli intermediari rientrano tra gli atti per i quali opera la mediazione tributaria;
– devono ritenersi escluse dalla mediazione tributaria, le controversie sulla sanzione per mancata emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale.
Per quanto riguarda i provvedimenti di irrogazione delle sanzioni per omessi o tardivi versamenti a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione, l’Ufficio recupera il tributo non versato e irroga una sanzione pari al 30%. La medesima sanzione si applica nell’ipotesi in cui il controllo automatizzato evidenzi un tardivo versamento.
Se si effettua il pagamento entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, la sanzione viene ridotta al 10%.
La somma, se non corrisposta, sarà iscritta a ruolo, e diverrà impugnabile secondo le regole della mediazione tributaria qualora non superi € 20.000.

RAPPORTI INTERCORRENTI TRA LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA E LA DEFINIZIONE AGEVOLATA

La sanzione può essere irrogata autonomamente, attraverso l’atto di contestazione o, con atto contestuale all’avviso di accertamento di rettifica, se collegata al tributo cui si riferiscono.
Nel caso di sanzione irrogata con atto di contestazione, l’autore della violazione, può alternativamente:
– definire la sanzione, con il pagamento nella misura ridotta ad un terzo (se l’importo è corrisposto entro i termini a disposizione per la presentazione del ricorso);
– presentare deduzioni difensive (in tal caso l’Ufficio, provvede, comunque ad irrogare la sanzione);
– impugnare l’atto innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. In tal caso, qualora il valore della controversia non superi € 20.000, sussite l’obbligo di presentare preventivamente l’istanza di mediazione.

RIDUZIONE DELLE SANZIONI IN CASO DI MEDIAZIONE

Per l’Ufficio, costituisce una facoltà e non un obbligo, la formulazione di una proposta di mediazione per il pagamento integrale del tributo con beneficio della riduzione delle sanzioni.
In caso di mediazione, la sanzione accertata viene confermata oppure rideterminata, non è ammessa l’applicazione di una riduzione diversa rispetto a quella al 40%.
Nell’ipotesi di un avviso di accertamento con il quale si procede al recepuero del tributo, l’Ufficio può verificare l’esistenza dei presupposti per procedere a una rideterminazione della misura della sanzione irrogata, riducendola ad esempio al minimo edittale. Per effetto della conclusione dell’accordo di mediazione, il beneficio della riduzione al 40% trova applicazione con riferimento alla sanzione cosi rideterminata.
Per il cumulo giuridico, in caso di mediazione, lo sconto va calcolato sulla sanzione relativa alla violazione più grave aumentata da un quarto al doppio (importo che però non deve superare la somma delle sanzioni previste per ogni singola trasgressione).

MEDIAZIONE TRIBUTARIA E ACQUIESCENZA

Nel caso in cui, un contribuente, in seguito a una notifica di un avviso di accertamento provveda al pagamento della sanzione prima della notifica dell’istanza di mediazione, l’importo da pagare viene ridotto secondo le disposizioni previste dall’art. 15, D.Lgs. n. 218/1997.

AUTOTUTELA PARZIALE

Nell’ipotesi in cui intervenga un provvedimento di autotutela parziale in pendenza dei termini di proposizione del ricorso, per effetto del quale la controversia risulti non superiore a € 20.000, il contribuente è comunque tenuto a presentare l’istanza di mediazione considerato che il valore della controversia (al momento dell’impugnazione) non è superiore a € 20.000.
Nel caso in cui, successivamente alla notifica del ricorso giurisdizionale ma prima del deposito di quest’ultimo nella segreteria della Commissione tributaria provinciale, intervenga un provvedimento di autotutela parziale che riduce la pretesa tributaria a un valore non superiora a € 20.000, non è applicabile l’istituto della mediazione tributaria, dato che il valore della controversia al momento dell’impugnazione è superiore a € 20.000.

CONSOLIDATO NAZIONALE

Nel caso in cui venga emesso un atto unico nei confronti dei soggetti aderenti al consolidato nazionale e qualora la consolidante presenti il modello IPEC ai fini dello scomputo delle perdite del consolidato, il valore della controversia deve essere determinato con riferimento all’imposta accertata nell’atto unico originario.