Revoca dei benefici “prima casa” per tardivo trasferimento della residenza


I benefici della prima casa di abitazione per mancato trasferimento della residenza anagrafica nei diciotto mesi dalla data di acquisto dell’immobile vengono revocati (CORTE DI CASSAZIONE – Sez. trib. – Ordinanza 27 novembre 2019, n. 30935).


 


Nella fattispecie esaminata dalla Suprema Corte, la contribuente ha separatamente impugnato un avviso di liquidazione per revoca dell’imposta sostitutiva agevolata sui finanziamenti, nonché un avviso di liquidazione per maggiore IVA e irrogazione sanzioni relativo all’anno di imposta 2010, in relazione all’atto di acquisto 30 marzo 2010 di un immobile destinato a prima casa, quale effetto del disconoscimento dei benefici della prima casa di abitazione per mancato trasferimento della residenza anagrafica dal Comune di Trento al Comune di Roseto degli Abruzzi nei diciotto mesi dalla data di acquisto dell’immobile.
La contribuente successivamente ricorre in cassazione con due motivi:
– con il primo motivo si deduce violazione e falsa applicazione di legge nella parte in cui la sentenza impugnata non ha preso in esame la prima richiesta di trasferimento, effettuata nei diciotto mesi dall’atto di acquisto, ma solo la seconda; deduce parte ricorrente come il Comune di Roseto degli Abruzzi abbia accertato nei diciotto mesi dalla data di acquisto l’effettiva presenza della contribuente presso la nuova residenza, deducendo come il mancato trasferimento della residenza anagrafica sia ascrivibile a fatti non imputabili alla contribuente; rileva come la seconda domanda di trasferimento non costituisca revoca della precedente domanda ma una mera sollecitazione al Comune, tanto che il cambio di residenza è andato a buon fine;
– con il secondo motivo si deduce nullità delle sentenze, per non avere le sentenze impugnate rilevato incidentalmente l’illegittimità del provvedimento emesso dal Comune di Trento che negava l’autorizzazione al trasferimento presso la nuova abitazione, anziché dedurre che la contribuente non avesse provveduto ad impugnarlo, dando conseguentemente rilievo alla iniziale richiesta di trasferimento della residenza avvenuta nel termine di 18 mesi dall’acquisto;
Per la Suprema Corte entrambi i motivi di ricoso sono inammissibili.