Visite fiscali: fasce di reperibilità confermate


Rimaste inalterate le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo per i pubblici dipendenti. Escluso, dunque, l’allineamento con i lavoratori privati.


Secondo il DPCM n. 206/2017, la visita fiscale può essere richiesta, dal datore di lavoro pubblico, fin dal primo giorno di assenza dal servizio per malattia del dipendente pubblico mediante utilizzo del canale telematico messo a disposizione dall’INPS. L’INPS procede, conseguentemente, all’assegnazione tempestiva della visita ai medici incaricati di effettuare le visite fiscali domiciliari. La visita può essere disposta nei confronti dei dipendenti pubblici anche su iniziativa dell’INPS.


Le fasce di reperibilità dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni restano fissate dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Con l’intento di scoraggiare gli assenteisti del “lunedì”, l’obbligo di reperibilità sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi.
Il dipendente è tenuto a comunicare preventivamente all’amministrazione presso cui presta servizio, che a sua volta ne dà tempestiva comunicazione all’INPS, l’eventuale variazione dell’indirizzo di reperibilità, durante il periodo di prognosi.
Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è riconducibile ad una delle seguenti circostanze: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto; stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.


Il medico, in seguito alla visita di controllo, è tenuto a redigere, nelle modalità telematiche indicate dall’INPS, il verbale contenente la valutazione medico legale relativa alla capacità o incapacità al lavoro riscontrata. Tale verbale è trasmesso telematicamente all’INPS per le attività di competenza. L’esito del verbale è reso tempestivamente disponibile, mediante il servizio presente sul Portale dell’Istituto, al datore di lavoro pubblico.
Laddove il dipendente non accetti l’esito della visita fiscale, il medico è tenuto ad informarlo del fatto che deve eccepire il dissenso seduta stante. In tal caso, egli annota sul verbale il manifestato dissenso, sottoscritto dal dipendente, e invita lo stesso a sottoporsi a visita fiscale, nel primo giorno utile, presso l’Ufficio medico legale dell’INPS competente per territorio, per il giudizio definitivo.
In caso di mancata effettuazione della visita per assenza del lavoratore all’indirizzo indicato, è data immediata comunicazione motivata al datore di lavoro che l’ha richiesta. Nell’ipotesi in cui il dipendente sia assente all’indirizzo di reperibilità fornito, il medico fiscale rilascia apposito invito a visita ambulatoriale per il primo giorno utile presso l’Ufficio medico legale dell’INPS competente per territorio.
Ai fini della ripresa dell’attività lavorativa, per guarigione anticipata rispetto al periodo di prognosi inizialmente indicato nel certificato di malattia, il dipendente è tenuto a richiedere un certificato sostitutivo.